INTERROGAZIONE E RISPOSTA SCRITTA MANCATA ASSEGNAZIONE AREE PER AMPLIAMENTO CIMITERO


In data 14/01/2021, Uniti per San Cesareo ha presentato un’ Interrogazione a risposta scritta sulla mancata assegnazione delle aree necessarie alla realizzazione dei nuovi campi di inumazione e dei blocchi di loculi nel cimitero di Colle Marcelli.

Di seguito il testo integrale dell’interrogazione e la risposta scritta dell’Amministrazione comunale.

TESTO INTERROGAZIONE:

Al Presidente del Consiglio comunale

                                                                                                       Al Sindaco

Interrogazione a risposta scritta sulla mancata assegnazione delle aree necessarie alla realizzazione dei nuovi campi di inumazione e dei blocchi di loculi nel cimitero di Colle Marcelli.

Si premette che:

– con la nota del 30/11/2020, registrata al protocollo comunale n. 24303, la Cogego S.p.a., attuale concessionaria comunale per la progettazione, realizzazione e gestione del cimitero comunale di Colle Marcelli, ha sollecitato “per l’ennesima volta” l’Amministrazione comunale a consegnare le aree necessarie alla realizzazione dei nuovi campi di inumazione e dei blocchi di loculi, segnalando che ad oggi, a causa dell’indisponibilità delle dette aree, non vi sono più spazi da occupare per le inumazioni nel campo comune, residuando lo spazio per sole 8 inumazioni ricavate nell’area precedentemente destinata alla realizzazione delle cappelle;

– con la richiamata nota viene pertanto rappresentata una situazione di forte criticità all’interno del cimitero comunale, peraltro già segnalata in precedenza con analoga missiva del 09/09/2020, che potrebbe determinare, di qui a breve, una grave situazione di emergenza a causa della prossima ed inevitabile inibizione generalizzata delle inumazioni, con grave danno per i cittadini di San Cesareo. 

Tutto ciò premesso, e preso atto della ordinaria inerzia di questa Amministrazione, si chiede al sig. Sindaco:

1. per quale motivo non viene ancora dato riscontro alla richiesta della Cogego, visto che il protrarsi di questo stato di immobilismo rischia di ripercuotersi pesantemente sui cittadini di San Cesareo, che ben presto potrebbero vedersi privati del diritto a fruire di un servizio essenziale e costretti ad emigrare presso altri cimiteri, con l’accollo, quindi, di ulteriori esborsi per diritti di entrata (come nel caso del cimitero comunale di Zagarolo);

2. se il Sindaco, la Giunta comunale e i consiglieri di maggioranza sono consapevoli del fatto che questo ingiustificato ritardo nella consegna delle aree cimiteriali, oltre a ripercuotersi negativamente sui cittadini in termini di disservizi e di aggravio di esborsi, rischia di compromettere anche l’esito di un eventuale contenzioso con la concessionaria in ordine ai termini di esecuzione dei lavori, tenuto conto che, a quanto risulta da informazioni assunte presso gli uffici comunali:

a) già da tempo la Cogego ha versato al Comune tutti gli importi per le indennità di esproprio dovute ai titolari delle aree residuali ancora da espropriare;

b) questa Amministrazione ha fatto scadere i termini per la conclusione delle procedure espropriative ancora pendenti, omettendo di perfezionare, nei termini previsti dal decreto di esproprio adottato dal Comune in data 23/09/2016, l’iter amministrativo finalizzato ad acquisire definitivamente le aree al patrimonio comunale ed a metterle nella disponibilità della concessionaria per consentire l’esecuzione dei lavori di realizzazione delle tipologie cimiteriali previste;

c) tra le aree residuali da acquisire ve ne sono alcune per le quali già vi è stato l’assenso a concludere l’accordo bonario da parte dei titolari delle stesse; il perfezionamento di tali atti consentirebbe quindi di acquisire la disponibilità di aree sui cui sarebbe possibile realizzare ulteriori tipologie cimiteriali, evitando di dover provocare i presumibili gravi disservizi e gli esborsi aggiuntivi a carico dei cittadini. 

Si richiede risposta scritta in Consiglio e pubblicazione sul sito istituzionale.

San Cesareo, lì 14/01/2021

Uniti per San Cesareo

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TESTO RISPOSTA SCRITTA DELL’AMMINISTRAZIONE:

Al fine di realizzare il Cimitero Comunale, L’Amministrazione, con deliberazione dl Consiglio comunale n. 45 del 25.09.2009, prendeva atto dell’approvazione definitiva della variante urbanistica, in virtù della quale le zone oggetto dell’intervento sono state trasformate da Zona E2 agricola a Zona G – attrezzature urbane comprensoriali – sottogonna G1 Area Cimiteriale -, individuandosi, altresì, la relativa area di rispetto cimiteriale.

Con la medesima deliberazione, si dava atto inoltre, che non erano pervenute osservazioni nei termini di legge, comportando, conseguentemente, l’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio sulle aree interessate dalla realizzazione delle opere in oggetto e implicitamente avveniva la dichiarazione di pubblica utilità dell’opera.

Alla deliberazione di approvazione della variante urbanistica seguivano poi le rituali forme di pubblicazione previste dalla legge ovvero: l’Albo Pretorio e al B.U.R. n.46 del 14.12.2009, così che il termine ordinario di 5 (cinque) anni entro cui può essere emanato il decreto di esproprio sarebbe scaduto il 25 settembre 2014 (c.4, Art. 13, d.P.R. 08.06.2001, n.372 – Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità).

Di tale approvazione e dell’apposizione del vincolo di esproprio sulle aree interessate dall’intervento se ne rendevano edotte le ditte espropriando con nota del 12.11.2010, Prot. 19629.

Successivamente con apposito Decreto di Occupazione d’Urgenza (?) preordinato all’esproprio del 31/03/2011, prot. 5639,  regolarmente notificato alle controparti, l’A.C. s’immetteva in possesso di alcune aree per dare il via all’inizio dei lavori.

In prossimità della scadenza (5 anni) della “dichiarazione di pubblica utilità” l’A.C. con Deliberazione della Giunta Municipale n°81 del 28.08.2014, il suddetto termine, entro i quali doveva essere perfezionata la procedura di esproprio, veniva prorogato, ai sensi del 5° comma dell’art. 13, al 25.09.2016 cosicché ed entro tale termine si sarebbe dovuto procedere:

  1. all’adozione, e notifica nelle forme di legge, del Decreto di Esproprio nei confronti delle ditte che non hanno accettato la cessione bonaria delle aree;
  2. alla stipula degli atti di cessione volontaria per i proprietari che avevano accettato l’indennità.

Invece, il Responsabile del Settore IX, con propria determinazione n. 140 del 23.09.2016, soltanto due giorni prima dello spirare del termine ultimo sopra indicato, determinava, in via provvisoria, le indennità di espropriazione e nella stessa data emanava il Decreto di Esproprio – Prot. n. 17102 del 23.09.2016.

Dopodiché non vi è traccia negli atti comunali di tutto l’iter propedeutico all’esecuzione del decreto di esproprio previsto dagli artt. 23 e 24 del d.P.R. 327/2001, ossia:

  • la notifica alle ditte espropiande dell’indennità di espropriazione con tutto il successivo iter di accettazione, di osservazioni e/o rifiuto;
  • della notifica nelle forme processuali civile al proprietario, con relativo avviso contenente l’indicazione del luogo, del giorno e dell’ora in cui è prevista l’esecuzione del decreto di espropriazione;
  • della trascrizione senza indugio del decreto di esproprio presso l’ufficio dei registri immobiliari;
  • della trasmissione, entro i successivi cinque giorni, dell’estratto del decreto di esproprio per la pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.

Sulla vicenda inoltre preme rilevare che l’Arch. Maia con ben due note (Prot. 21751 in data 17.11.2017 e Prot. 12946 del 08.06.2018) sollecitava il concessionario CO.GE.GO. S.p.A a provvedere al versamento della somma di € 137.674,00 per fare fronte al pagamento delle indennità di esproprio o all’eventuale deposito delle somme alla Cassa DD.PP. per le ditte non aderenti. La CO.GE.GO. S.p.A provvedeva soltanto in data 12.09.2018, ovvero a ridosso dell’ennesima scadenza di cui al comma 1, dell’art. 24 (verbale di immissione in possesso entro il termine perentorio di due anni) al versamento della somma di € 109.000,00.

In verità il procedimento descritto appare tra l’altro alquanto lacunoso: l’adozione dell’indennità provvisoria per ragioni di urgenza ai sensi dell’art. 22, del d.P.R. 327/2001e non nel rito ordinario di cui all’articolo 20; la mancanza delle notifiche effettuate ai proprietari degli atti emessi; all’indennità determinata in via d’urgenza doveva fare seguito il decreto di occupazione notificato ai sensi del comma 4, dell’art. 20 ovvero nelle forme degli atti processuale civili.

Va rilevato in questa sede che il d.P.R. 08.06.2001, n. 327 – Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità – detta precise norme in merito al flusso procedurale da eseguire nell’iter amministrativo, indicando tempi e modalità per interloquire con le ditte espropriando. Tale iter, nella fattispecie, non sembra essere stato pedissequamente attuato.

Allo stato, pertanto, al fine di poter dare corso all’acquisizione delle aree per completare l’opera, è necessario riavviare la procedura per il riconoscimento della pubblica utilità, sia per poter stipulare i contratti di acquisizione bonaria delle aree non occupate con la definizione amichevole della procedura, sia per adottare il Decreto di Esproprio nei confronti dei proprietari che non hanno accettato l’indennità proposta.

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