Primo Consiglio comunale della fase 2. Inefficaci e parziali le riduzioni TARI agli operatori economici chiusi durante il lockdown


Dopo ben tre mesi di chiusura delle attività consiliari il 1 giugno 2020 c’è stato il primo consiglio comunale post emergenza coronavirus. Il punto più importante all’OdG era quello relativo alla determinazione delle tariffe TARI per l’anno 2020.

In buona sostanza sono state confermate le tariffe dello scorso anno (con le stesse riduzioni/agevolazioni previste), mentre i maggiori costi registrati dal servizio non vengono abbonati ma rimandati ai prossimi esercizi (quando a fine del corrente anno si determineranno più precisamente con l’elaborazione del Piano Economico e Finanziario TARI).

Un approfondimento merita invece la percentuale di riduzione della parte variabile della TARI per le utenze soggette a chiusura nel periodo della fase 1.

In un comunicato molto sintetico dell’Amministrazione Comunale di San Cesareo si fa riferimento alla riduzione di un 40 % della quota variabile per il periodo di chiusura delle attività commerciali individuato in massimo 2 mesi.

Su questo punto abbiamo molto dibattuto in Consiglio e come Gruppo Uniti per San Cesareo abbiamo presentato un emendamento per riconoscere la riduzione del 100 % della quota variabile agli operatori commerciali cosi come deliberato dall’ Arera (Autorità di Vigilanza del settore). Una riduzione finanziabile con fondi di bilancio derivanti dalla rinegoziazione mutui CDP (possibilità concessa dal Governo in via eccezionale ai comuni proprio per finanziare iniziative collegate alle problematiche causate dalla pandemia, parliamo di ben 75.000 Euro); un atto giusto e doveroso finalizzato a restituire almeno la quota inerente le spese di conferimento del rifiuto che ovviamente non sono state prodotte causa chiusura attività.

Niente da fare, la maggioranza ha destinato solo 27.500 euro dei 75.000 a disposizione per questa riduzione dirottando il resto agli equilibri di bilancio generali.

Onore a quei Sindaci illuminati e capaci, che hanno capito che bisogna aiutare concretamente e non solo nelle nobili intenzioni le attività a riprendersi da questo periodo funesto, come ha fatto Gianpaolo Nardi primo cittadino di Castel San Pietro che non solo ha previsto tale riduzione del 100% (attingendo ai risparmi ottenuti dalla rinegoziazione dei mutui CdP) ma l’ha anche estesa in un arco temporale maggiore.

Cari operatori economici che avete chiuso nei mesi del lockdown non vi rimane che sperare solo in un ulteriore aiuto da parte del Governo (a cui spetterà anche il merito), perché a livello comunale non ci hanno voluto ascoltare!!!

Seguite l’intervento sull’argomento specifico da parte del capogruppo in consiglio comunale cliccando sul link Consiglio Comunale Post Covid