RIGENERAZIONE URBANA: RIQUALIFICAZIONE E RECUPERO SOLO NELLE ZONE B C e D


E’ stata recepita il 3 giugno 2019 dal consiglio comunale, con l’approvazione di una delibera, quanto previsto dall’art 3- 4 e 5 della legge regionale 7/2017.
Nello specifico vengono individuati gli ambiti territoriali urbani di riqualificazione e recupero edilizio solo nelle zone B C e D di PRG dove sono consentiti interventi di ristrutturazione – demolizione e ricostruzione degli edifici esistenti con una volumetria aggiuntiva nella misura massima del 30 per cento (art 3).
Abbiamo presentato a tal proposito un emendamento diretto ad ampliare tale possibilità anche nelle zone agricole E, così come previsto dalla legge R. 7/17 all’art 1 comma 2 lettera c (Zone individuate come paesaggio degli insediamenti urbani e paesaggio degli insediamenti in evoluzione dal PTPR) riferendoci ovviamente all’edificato con regolare titolo edilizio, ma tale emendamento non è stato accolto.
La stessa delibera definisce le disposizioni per il cambio di destinazione d’uso degli edifici anche qui nelle zone B C D e piani urbanistici approvati (art 4) .
Previste inoltre normative migliorative per interventi di miglioramento sismico ed efficientamento energetico tipo la premialità di effettuare contestualmente in questi casi anche di interventi di ampliamento del 20 per cento max 70 mq. (art 5).
La versione della delibera de minimis sulla rigenerazione urbana e recupero edilizio, non ampliata alle zone E (come da nostro emendamento presentato) è stata comunque votata all’unanimità perché comunque crediamo che sia un’opportunità da cogliere e offrire a quelli che ne avranno diritto.
Certo è che avremmo preferito uno sforzo in più da parte della maggioranza proprio per cogliere appieno le finalità della legge regionale soprattutto nella parte che si propone di “incentivare la razionalizzazione del patrimonio edilizio esistente, favorire il recupero delle periferie” (art 1 lettera b), soprattutto la dove ci sono consistenti insediamenti che sono stati anche perimetrati soprattutto nelle campagne.
Abbiamo potuto discutere la delibera in questione e presentare l’ emendamento sia pure con poco tempo a disposizione, grazie alla richiesta di rimandare la discussione del punto all’ODG effettuata nello scorso consiglio comunale del 30 maggio, dove erano presenti altri punti di natura urbanistica per i quali non è stato consentito invece il differimento.
Su questi ultimi punti quindi non ci è stato possibile presentare modifiche migliorative perché non abbiamo avuto i tempi utili e, siccome a nostro avviso non sono state rispettate le regole previste per il funzionamento del consiglio comunale, in quell’occasione abbiamo abbandonato l’aula per non sanare il vizio di forma e presenteremo appello al Prefetto perchè inviti l’ amministrazione comunale a riportare i punti in consiglio comunale.
Non nascondiamo la nostra delusione per non aver voluto consentire una discussione più ampia e meditata su tutti i punti all’ odg previsti nel consiglio del 30 maggio scorso.
Una brutta pagina nella storia del consiglio comunale che speriamo non si ripeta più.