Come funziona il voto a domicilio


La Legge 7 maggio 2009, n. 46 dispone un’estensione del diritto di voto a domicilio agli elettori affetti da gravissime infermità impossibilitati a spostarsi autonomamente dalla propria dimora. Per le elezioni dei sindaci e dei consigli comunali, il voto a domicilio si applica soltanto nel caso in cui l’avente diritto al voto domiciliare dimori nell’ambito del territorio, rispettivamente, del Comune per cui è elettore. E’ possibile esercitare il diritto di voto a domicilio da parte degli elettori:
1. affetti da gravissime infermità, tali che l’allontanamento dall’abitazione in cui dimorano risulti impossibile, cioè siano “intrasportabili;
2. affetti da gravi infermità che si trovino in condizioni di dipendenza continuativa e vitale da apparecchiature elettromedicali tali da impedirne l’allontanamento dall’abitazione in cui dimorano;
In entrambi i casi non viene richiesto il possesso di certificati di handicap (art. 3, Legge 104/1992) o di invalidità. Ci si riferisce strettamente a infermità gravi e, quindi, a situazioni sanitarie anche non definitive.
Cosa deve fare l’elettore:
richiedere, attraverso il proprio medico curante, all’ Asl territorialmente competente la certificazione sanitaria che attesti la grave infermità (dipendenza da elettromedicali o “intrasportabilità”). La certificazione deve essere rilasciata in data non anteriore ai 45 giorni dalla data delle consultazioni elettorali e, per i soli “intrasportabili”, deve avere una prognosi non inferiore ai 60 giorni. Inoltrare la richiesta di votazione presso la propria dimora, al sindaco del comune nelle cui liste elettorali si è iscritti. Alla richiesta va allegata una dichiarazione in carta libera, attestante la volontà di esprimere il voto presso l’abitazione e recante l’indicazione dell’indirizzo completo di questa e la certificazione rilasciata dall’ Asl.
La domanda al sindaco va presentata in un periodo compreso tra il quarantesimo e il ventesimo giorno antecedente la data della votazione.